Sinusite Bambini: come riconoscerla e curarla

Sinusite Bambini: come riconoscerla e curarla

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La sinusite nei bambini è diversa da quella degli adulti e per questo risulta di più difficile identificazione in quanto i sintomi che presenta possono essere associati anche ad altri problemi di differente origine come le malattie virali o le allergie.

sinusite nei bambini come curarlaLa maggior parte dei genitori, dinanzi a questa oggettiva incertezza, si domandano quale sia il modo più efficace per sapere se il proprio figlio soffre o meno di sinusite pediatrica.

Sintomi della sinusite nei bambini:

Con questo articolo cercheremo di rispondere dunque alla domanda cominciando con l’elenco dei sintomi che possono essere riconnessi alla sinusite nei bambini:

  • raffreddore prolungato da 10 -14 giorni senza febbre alta
  • muco nasale giallo-verde
  • mal di gola, tosse, alito cattivo, nausea e/o vomito come conseguenza del gocciolamento nasale
  • cefalea
  • irritabilità e affaticamento
  • gonfiore intorno agli occhi

I bambini sono particolarmente inclini a contrarre infezioni del naso, dei seni nasali e delle orecchie soprattutto nei primi anni di vita, queste sono causate da semplici infezioni virali, il raffreddore ad esempio, che possono però venir aggravate dalle allergie. Tuttavia se il bambino rimane ammalato per più di una settimana fino a un massimo di dieci giorni, con molta probabilità si tratterà dell’infezione dei seni nasali e dunque della sinusite pediatrica.

E’ possibile ridurre il rischio di sinusite nei bambini riducendo l’esposizione alle allergie ambientali e agli inquinanti come ad esempio il fumo di tabacco e prestando anche attenzione alla cura giornaliera per il trattamento della malattia da reflusso gastroesofageo.

I genitori dunque possono a questo punto chiedersi quali siano le terapie che il medico sceglie per curare la sinusite pediatrica, a questo proposito è opportuno fare un po’ di chiarezza approfondendo l’argomento.

Sinusite acuta acuta nei bambini

La maggior parte dei bambini affetti da sinusite pediatrica in forma acuta rispondono abbastanza bene alla terapia antibiotica. Si tratta per lo più di spray decongestionanti nasali o spray nasali salini, in sintesi una soluzione di acqua salata, che eliminano le secrezioni e migliorano la funzione delle mucose nasali.

I farmaci decongestionanti e antistaminici non sono invece efficaci per le infezioni delle vie respiratorie superiori e infatti il loro ruolo nella terapia della sinusite pediatrica non è ben definito. Tali farmaci non devono mai essere somministrati ai bambini di età inferiore ai due anni.

Se il bambino soffre di una forma di sinusite pediatrica acuta i sintomi dovrebbero migliorare entro i primi giorni di trattamento, è bene comunque ricordare che anche se il bambino migliora notevolmente entro la prima settimana di terapia occorre comunque concludere il ciclo antibiotico prescritto dal pediatra.

Bisogna tener presente inoltre che il medico potrebbe consigliare di aggiungere alla cura di base altri farmaci opportuni nel caso di allergie o di altre condizioni che potrebbero indurre un peggioramento della sinusite pediatrica.

Sinusite cronica nei bambini

Se il bambino manifesta l’infezione dei seni nasali per almeno 12 settimane consecutive molto probabilmente soffre di una forma cronica di sinusite pediatrica.

I medici definiscono sinusite cronica quell’affezione dei seni nasali che si verifica fra le 4 o le 6 volte all’anno e per la quale è necessario andare oltre la tradizionale terapia antibiotica e consultare uno specialista otorinolaringoiatra che, in caso lo ritenga opportuno, potrebbe anche consigliare l’intervento chirurgico.

Diagnosi della sinusite nei bambini

La diagnosi di sinusite nei bambini cronica viene dunque effettuata dal medico specialista che visita in bambino esaminandone orecchie, naso e gola, a questa prima indagine si può anche aggiungere la TAC, una particolare radiografia, che aiuta il medico a meglio visualizzare lo sviluppo che hanno avuto i seni nasali e dove si sia creata l’ostruzione che provoca la sinusite pediatrica cronica.

Oltre agli esami sopra descritti il medico indaga anche sulla storia clinica del bambino verificando se siano presenti altri patologie come allergie o problemi legati al sistema immunitario.

I genitori molto spesso si chiedono in quali casi sia necessario ricorrere al trattamento chirurgico per eliminare il problema della sinusite pediatrica, facciamo di seguito chiarezza a questo proposito.

La chirurgia è consigliata per quei bambini che soffrono di forme gravi e persistenti di sinusite pediatrica che non rispondono alla terapia antibiotica di base. L’intervento viene effettuato con uno strumento chiamato endoscopio (ENT) che libera le naturali vie di drenaggio dei seni nasali del bambino rendendo dunque più ampi quegli spazi che essendo troppo stretti o del tutto ostruiti provocavano la sinusite nel bambino.

Grazie all’ampliamento delle vie nasali anche la terapia antibiotica locale per la cura dell’infezione dei seni nasali diviene maggiormente efficace, per non parlare poi dell’aria che essendo libera di circolare riduce la gravità dell’infezione dei seni nasali.

In alcune circostanze il medico potrebbe inoltre consigliare l’asportazione chirurgica delle adenoidi che spesso aggravano la sinusite pediatrica. Infatti, anche se il tessuto delle adenoidi non blocca direttamente la funzionalità dei seni nasali, l’adenoidite, ossia l’ostruzione del naso, può determinare sintomi molto simili alla sinusite pediatrica come naso chiuso, che cola, alito cattivo, tosse e mal di testa.

E’ opportuno tener presente che la sinusite nei bambini è bene diversa da quella degli adulti, i bambini infatti sono particolarmente soggetti alle infezioni dei seni nasali e non è inusuale osservare nei più piccoli i comuni sintomi come il naso che cola, la tosse, l’alito cattivo, l’irritabilità e il gonfiore intorno agli occhi.

Una volta che poi il medico specialista ha confermato la diagnosi di sinusite pediatrica i bambini che vengono trattatati con le adeguate terapie mostrano immediati segni di miglioramento e solo in casi estremi è necessario ricorrere all’intervento chirurgico.